I fondamenti

La Vita é una Sostanza, una Sostanza universale, illimitata; essa riempie ognuno degli atomi e tutti gli spazi dell’universo. La Vita é la saggezza, la potenza e il movimento di tutto. La vita nell’uomo é essa stessa un uomo, e il corpo l’impero ch’esso controlla… Allora perché non utilizzare questa Potenza, che lo può e che lo vuole…?


(A.T. STILL)


L'Osteopatia Biodinamica nasce dal pensiero di A. T. Still (fondatore dell'Osteopatia) e W. G. Sutherlan (fondatore dell'Osteopatia Craniale).



Intorno al 1930 Sutherland si occupò della fluttuazione del liquido cefalo rachidiano (LCR), guidata da quello che chiamò Meccanismo Respiratorio Primario (MRP).



Secondo Sutherlan il Meccanismo Respiratorio Primario è mosso da una forza esterna, chiamata Soffio di Vita.



James Jealous porta avanti gli studi di Sutherland ed inserisce il termine di Biodinamica (fondato dall'Embriologo Tedesco Blechschmidt che sostiene che esiste una biodinamica nello sviluppo embrionale che si fonda sulla presenza di forze che dall'esterno influenzano l’accrescimento interno. Queste forze di guarigione continuano ad agire anche nell'adulto).
soffio di vita

Il Neutro globale

L’approccio biodinamico, non essendo rivolto alla lesione osteopatica, ma alla salute che è presente all'interno della stessa lesione, consente alle forze auto regolatrici del paziente di emergere.

Con l’approccio biodinamico si raggiunge il Neutro Globale ottenuto grazie ad un riequilibrio del sistema nervoso autonomo e che rappresenta il punto di partenza del trattamento.

Una volta raggiunto il Neutro, il Sistema Nervoso Centrale si rilassa (può succedere che il paziente si addormenti) e le parti del corpo (SNC, LCR, tutti i fluidi e tessuti) si liberano nel movimento.

Arrivati a questo stadio si raggiuge un'unità fluidica in tutto il corpo, espressione della salute.

La Forma del corpo umano è intrinsicamente legata alla vita; essa é una manifestazione della coscienza del Soffio di Vita che, impregnando i fluidi del corpo, dona loro dell’attività. 
Essa é il precursore della funzione e della struttura.
medico osteopata

Osteopatia biodinamica

L’osteopatia biodinamica ha significato sviluppare sensibilità e conoscenza, trovando autentica e originaria motivazione terapeutica.

Utilizzare degli aggettivi per definire gli ambiti specialistici di una Scienza, Arte o disciplina è in uso comune. Tanto nella medicina convenzionale quanto in quella non convenzionale o, ad esempio, in discipline come lo yoga che, pur nel suo significato letterale di unità, si avvale di aggettivi (hata, raja, pranayama, etc.) al fine di definire nel dettaglio campi e metodi di applicazione.


Talvolta gli esseri umani diffidano della complessità e si rifugiano nelle semplificazioni tranquillizzanti e nell’incasellamento delle informazioni, persino rifiutando alcune diversità come la biodinamica, la cui corretta interpretazione può arricchire e completare un’antica disciplina come l’osteopatia fino a potenziarne le stesse premesse culturali e scientifiche di riferimento.

Indiscutibile è anche che la medicina, un po’ come l’orchestra, possa avvalersi di un ampio ventaglio di strumenti per raggiungere scopi sempre più complessi ed evoluti nella cura e nella prevenzione. Ovviamente, la ricerca della migliore coralità necessita di conoscenza e aggiornamento, e sono comprensibili le difficoltà di chi non è avvezzo a mettere in discussione le proprie rassicuranti consuetudini o di chi considera assoluto il proprio personale modello di Osteopatia. Da decenni in Italia gli osteopati si confrontano umilmente con queste forme di chiusura convenzionale e pare assurdo solo pensare che proprio essi possano diffidare dallo scambio fecondo di esperienze!

Gli osteopati identificano le proprie risorse nelle mani sensibili e nel cervello intelligente, consci che per essere efficaci occorra riscontrare esiti oggettivabili e riproducibili di qualsivoglia azione che miri a risanare nel lungo termine. Una continua ricerca di conoscenza empirica verso nuove frontiere di scientificità.
Possiamo considerare la sensibilità e l’intelligenza dell’osteopata come forze vitali che possano indurre alla guarigione; energie che come tali attingano da uno Spirito più vasto, denominabile Soffio di vita, ovvero potenza suprema capace di animare, appunto, le forze vitali di ognuno.
Dal momento in cui l’Osteopatia si esprime a servizio di Corpo, Forze vitali e Spirito, a tal riferimento può essere definita rispettivamente come Osteopatia Biomeccanica, Biocinetica e Biodinamica, dove non possiamo non ricordare che il suffisso bio significa vita.

Scindere queste tre componenti equivale a separare una qualsiasi espressione corporea dal respiro e dal flusso di energia che la determina. Queste componenti sono infatti originariamente presenti come in un microchip nella placca embrionaria ancor prima della formazione dell’embrione stesso. In base a questa interpretazione possiamo immaginare la causa delle recidive, degli scompensi o delle sindromi autoimmuni proprio nella separazione di questi tre livelli.
Le forze biologiche/biomeccaniche sono da intendersi animate da una biocinetica universale sensibile e intelligente che si orienta in modo vettoriale o multidirezionale attraverso vie bioelettriche, fluidiche ed elettromagnetiche.

Biomeccanica e biocinetica a loro volta esistono grazie a una starter originale da cui origina la vitalità e la salute del mondo naturale nella sua interezza. La Biodinamica, riferendosi alla potenza di questo starter originale, deriva da esso la propria conoscenza e la capacità di stabilire primarietà e ordinamento terapeutico.
Le tecniche dell’Osteopatia biodinamica si possono applicare solo se operatore, paziente e ambiente hanno raggiunto il cosiddetto Stillness da intendersi come stato di quiete / pace / immobilità / respiro comune.

Per dirla con A.T. Still: Perché non mettersi a servizio di quella Conoscenza che ha autentico potere e volontà piuttosto che applicare tecniche alla cieca dettate da conoscenze relative e personali?


In altre parole, le mani sensibili dell’osteopata possono portare alla migliore guarigione se con intelligenza si è in grado di identificare il percorso verso la salute conoscendone a fondo complessi meccanismi, necessità e finalità.

Nello specifico dell’osteopatia biodinamica si tende al ripristino del prospetto embrionario così come esso fu programmato per quel determinato soggetto. Si offre, in sostanza, la possibilità di riavvolgere il nastro per consentire alle memorie preconfigurate di riemergere attingendo nuovamente e liberamente alla sorgente Soffio di vita. Da ciò deriva un’espansione dello stesso concetto di Respirazione primaria.


In riferimento al motto ippocratico Medice, cura te ipse, lo stesso operatore che applichi la propria arte con umiltà, metodo e apertura mentale intraprende un percorso significativo per la cura del proprio ego. Altamente raccomandabile.


FRANCESCO DE MARTINO OSTEOPATA D. O. M.R.O.I.
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